

Intervista a Maurizio Scaltriti

«Non esiste solo UN cancro ma centinaia, e non ci sarà un giorno in cui potremo dichiarare vinta la sfida, ma molti giorni nei quali registreremo progressi significativi che spostano l'asticella sempre più in alto.»
Alcuni tumori sono già curabili oggi: mammella, testicolo, polmone e intestino, se diagnosticati precocemente. Per pancreas o glioblastoma c'è ancora molto da fare, ma vediamo costantemente che anche in questi campi miglioriamo continuamente.

«Si chiama ricerca, non ritrova.»
Capire la biologia dei tumori è complicato, e più complicato è capire come approfittare dei talloni d'Achille di questi tumori ed evitare che sviluppino resistenza ai farmaci.
Gli esperimenti possono fallire, ed è per questo che vanno disegnati nel miglior modo possibile. Non ci sono scorciatoie: la risposta è sempre metodo scientifico e duro lavoro.

«Questa non è fantascienza: terapie mirate, immunoterapie, anticorpi coniugati, CAR-T li stiamo già usando nella pratica clinica in moltissimi tumori. Mammella, polmone, prostata, melanoma.»
Farmaci che colpiscono soprattutto le cellule tumorali, risparmiando quelle normali e limitando gli effetti collaterali. Scoprire le vulnerabilità molecolari dei tumori consente di disegnare molecole che colpiscono meccanismi specifici che le cellule tumorali usano per proliferare.
La tendenza è quella di sostituire la chemio con farmaci mirati che garantiscono un'efficacia anche maggiore e una qualità di vita decisamente migliore.

«Se una casa farmaceutica avesse una terapia capace di curare ogni tumore la userebbe immediatamente perché, fra le altre cose, si trasformerebbe automaticamente nella compagnia più remunerata della storia.»
La fake news più classica è quella delle case farmaceutiche che nasconderebbero le cure. Una credenza incredibilmente facile da sfatare: le logiche di mercato parlano da sole.

«Ricordo, senza un briciolo di nostalgia, quando per leggere una notizia di uno studio clinico positivo dovevamo aspettare mesi. Oggi non passano due settimane senza una notizia di uno studio che possa potenzialmente cambiare la pratica clinica.»
Stiamo andando a una velocità mai raggiunta prima. La tendenza è quella di sostituire la chemioterapia con opzioni più specifiche e spesso anche più efficaci, e credo fermamente che nei prossimi dieci anni vedremo molti tumori beneficiare di terapie mirate.
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